Sermons on Selected Lessons of the New Testament - Sermon 32
- Agostino d'Ippona
- Christian Literature Publishing Co.
- Buffalo, NY
- ca. 420 d.C.
Agostino concilia le istruzioni bibliche sulla correzione dei peccatori, muovendo dal contrasto tra il rimprovero privato indicato da Matteo e la riprensione aperta raccomandata nel proverbio di Salomone. L’ira può servire alla disciplina, ma l’odio è una cecità più profonda che danneggia chi lo coltiva; chi corregge un fratello deve anzitutto togliere questa «trave» di malizia. La correzione fraterna cerca di «guadagnare» il peccatore, non di dare sfogo al risentimento, e fare del male a un altro cristiano è in ultima istanza un’offesa a Cristo. La riconciliazione deve precedere la preghiera e l’offerta, mentre occorre umiltà per chiedere perdono anziché rimanere nella rovina spirituale. I peccati privati devono normalmente ricevere una correzione privata, mentre le offese pubbliche possono richiedere una riprensione pubblica; se i tentativi privati falliscono, vengono coinvolti testimoni e la Chiesa. Agostino esorta a una predicazione pubblica che si rivolga alla comunità in generale senza nominare singole persone, affinché ciascuno esamini la propria coscienza. Mette in guardia soprattutto dal peccato sessuale, poiché il corpo è tempio dello Spirito Santo, e invita a pentirsi subito, perché non si sa quando sopraggiungeranno la morte e il giudizio.
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