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Popular Devotional Practices

Doctrinal Document

Popular Devotional Practices

  • United States Conference of Catholic Bishops
  • United States Conference of Catholic Bishops
  • Washington, DC
  • 2003 d.C.

Le devozioni popolari nascono dalla vita della Chiesa in risposta alle necessità spirituali di particolari popoli e culture, ma rimangono subordinate alla liturgia, che è centro e culmine del culto cristiano. Pratiche quali il rosario, i pellegrinaggi e la Via Crucis devono attingere alla Scrittura, estendere lo spirito della liturgia alla preghiera quotidiana e familiare e ricondurre i credenti a una più piena partecipazione ai sacramenti, anziché sostituirli. La loro varietà culturale può essere accolta quando rimane fedele all'insegnamento della Chiesa. La venerazione di Maria e dei santi si distingue dall'adorazione, che spetta soltanto a Dio; ogni autentica devozione conduce in ultima istanza a Cristo e dipende dalla sua unica mediazione. Le rivelazioni private non sono vincolanti come la Rivelazione pubblica nella Scrittura e nella Tradizione e devono essere giudicate in base alla loro conformità al Vangelo e alla loro centralità cristologica. I vescovi, assistiti dal clero, vigilano sulle pratiche devozionali, mentre il Papa può orientarle o limitarle. La pietà popolare deve favorire la solidarietà, soprattutto il servizio ai poveri, e virtù quali la pazienza, il sacrificio e la carità. La trattazione delle indulgenze le distingue dal perdono del peccato: attraverso la comunione dei santi esse rimettono la pena temporale alle condizioni prescritte e possono giovare anche ai fedeli defunti.

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