Ecclesia in Europa
- Papa Giovanni Paolo II
- Libreria Editrice Vaticana
- Vatican City
- 2003-06-28 d.C.
Giovanni Paolo II presenta Gesù Cristo come la fonte duratura di speranza per l'Europa all'inizio del terzo millennio, rispondendo all'Assemblea speciale per l'Europa del Sinodo dei Vescovi del 1999. Diagnostica una crisi segnata dal secolarismo, dall'indifferenza religiosa, dalla perdita della memoria cristiana, dal declino demografico, dall'indebolimento delle famiglie, dall'individualismo, dal nichilismo e dal relativismo morale, individuando al contempo segni di rinnovamento nella riconciliazione, nella cooperazione democratica, nella testimonianza dei martiri, nella santità ordinaria, nei movimenti ecclesiali e nei progressi ecumenici. La Chiesa è chiamata alla conversione, al rinnovamento liturgico e interiore, a una nuova evangelizzazione credibile, alla catechesi degli adulti e a una più solida formazione di sacerdoti, persone consacrate e laici. L'ecumenismo deve ricercare l'unità visibile attraverso la verità e la santità; il dialogo con gli ebrei e i musulmani richiede rispetto senza indifferentismo, compresi il riconoscimento dell'irrevocabilità dell'alleanza con il popolo ebraico e la necessità della libertà religiosa. L'esortazione applica il Vangelo alla vita familiare, all'educazione, alla cultura, alla scienza, alla tecnologia, ai mezzi di comunicazione, alla politica e alle istituzioni europee. Difende la libertà educativa cattolica, il patrimonio artistico cristiano, il matrimonio e la famiglia e una cultura della vita fondata sulla dignità, sulla solidarietà, sulla sussidiarietà e sulla giustizia sociale. La Scrittura, la preghiera, i sacramenti, una liturgia celebrata con riverenza, l'osservanza eucaristica della domenica e la confessione personale sono presentati come fonti di speranza, mentre la carità si estende ai poveri, ai migranti, ai malati e alla creazione. L'Europa non deve diventare uno Stato confessionale né abbracciare un secolarismo ostile, ma perseguire la cooperazione tra la Chiesa e la società politica. Riscoprendo il proprio patrimonio spirituale, l'Europa può diventare una pacifica «casa comune» e un'«Europa dello spirito», guidata dalla premura materna di Maria e da Cristo vittorioso dell'Apocalisse.
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