Magisterium AI

Magisterium AI nell'Indagine Teologica e nell'Educazione Religiosa

Magisterium AI nell

Padre Kenny Ang, Professore di Ricerca in Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce a Roma, ha pubblicato un articolo su Scientia et Fides nell'ottobre 2025 intitolato:

"Magisterium AI nell'Indagine Teologica e nell'Educazione Religiosa: Sfide e Orizzonti Emergenti."

Il testo completo dell'articolo può essere trovato qui. Inoltre, un video della presentazione pre-stampa di Padre Ang a un evento del 5 maggio 2025 organizzato da Longbeard presso la Pontificia Università Gregoriana può essere trovato di seguito.

Situato all'interno del quadro degli insegnamenti etici della Chiesa sulla tecnologia, Padre Ang offre una valutazione critica di Magisterium AI, sostenendo che il suo sviluppo richiede non solo una "gerarchia di fonti" sofisticata per gestire il suo database, ma anche caratteristiche che si impegnino con la cultura e l'arte cristiana per garantire che il sistema serva veramente la formazione umana piuttosto che semplicemente recuperare dati.

Di particolare nota sono due aree di esplorazione.

Test di Stress

Padre Ang confronta Magisterium AI con diverse altre piattaforme di IA generativa, utilizzando prompt complessi e dettagliati per misurare la misura in cui varie piattaforme potrebbero impegnarsi con argomenti sfumati.

Magisterium AI ha dimostrato una capacità robusta di generare risposte sfumate e ben considerate che hanno navigato con successo tensioni teologiche complesse. Il sistema ha eccelso nel riconciliare contraddizioni apparenti, come armonizzare le osservazioni di Papa Francesco sul dialogo interreligioso con documenti tradizionali come Dominus Iesus e contestualizzare le opinioni di Tommaso d'Aquino sulla pena di morte all'interno del quadro dello sviluppo dottrinale, esibendo una struttura e completezza maggiori rispetto ad altre piattaforme.

Inoltre, quando si tratta di anomalie canoniche storiche riguardanti l'ordinazione da parte di abati, Magisterium AI ha fornito una spiegazione storicamente accurata e canonicamente solida coerente con la teologia tradizionale, evitando gli errori categorici e storicamente infondati commessi da altri sistemi di IA.

Biblioteca delle Fonti e Gerarchia dei Documenti

Padre Kenny Ang sostiene che costruire un'IA cattolica fedele richiede una comprensione sofisticata delle "gradazioni di verità", rifiutando la visione semplicistica secondo cui solo i "documenti magisteriali" formali (come le encicliche) sono fonti valide. Utilizza un quadro schematico per illustrare che il Magistero non è un monolito, ma piuttosto una gerarchia complessa di autorità che coinvolge diversi oggetti, modalità e gradi di infallibilità.

Quadro gerarchico del Magistero

Poiché il Magistero non copre ogni dettaglio storico o teologico, Padre Ang conclude che il database deve estendersi oltre i confini tecnici della scrittura magisteriale per includere teologi, filosofi e storici. Per gestire questo dataset massiccio e diversificato senza creare confusione, propone tre principi guida per la gerarchia dell'IA:

  1. Principio di Recentezza: L'IA deve dare priorità all'insegnamento più attuale quando le norme sono evolute. Ad esempio, dovrebbe citare il Catechismo del 1997 rispetto al Catechismo di Baltimore, o il Codice di Diritto Canonico del 1983 rispetto al Codice del 1917, garantendo che gli utenti ricevano la norma attiva piuttosto che la disciplina soppiantata.
  2. Principio di Autorità: Simultaneamente, "più vecchio non significa necessariamente meno prezioso" (269). L'IA deve essere addestrata a riconoscere che un gigante della teologia come San Tommaso d'Aquino (XIII secolo) ha più peso in teologia speculativa di un autore moderno minore. Il sistema deve bilanciare la recentezza con il peso duraturo della tradizione.
  3. Principio di Forma: Questo principio affronta il modus significandi, o il modo in cui la verità è espressa. L'IA deve discernere tra la verità centrale e il linguaggio culturalmente condizionato del passato. Padre Ang sostiene che anche i grandi santi hanno usato espressioni che avevano senso nel loro tempo ma che suonano confuse o offensive oggi.