Letter 104 From Augustine to Nectarius
- Agostino d'Ippona
- Christian Literature Publishing Co.
- Buffalo, NY
- 409 d.C.
Agostino risponde ai timori di Nettario che la Chiesa intenda torturare o rovinare i cittadini coinvolti nelle violenze contro di essa. Corregge la citazione inesatta di Nettario sulla povertà e sulla morte, insistendo sul fatto che la povertà non è un delitto, che l'anima riceve la ricompensa dopo la morte e che il lusso corrompe più profondamente della perdita delle ricchezze. Agostino difende la sottrazione delle risorse usate per la violenza come prevenzione prudente e misericordiosa, anziché vendetta: un dolore temporaneo può frenare peccati maggiori, come un genitore corregge il figlio o un chirurgo recide la cancrena. La correzione, non la vendetta, deve cercare il pentimento e la salvezza eterna del colpevole, mentre il perdono non può scusare il male privo di pentimento. Contro l'affermazione che tutte le religioni o filosofie conducano al cielo, Agostino identifica Cristo come la vera via e respinge l'uguaglianza stoica di tutti i peccati, distinguendo la scortesia dall'incendio doloso, dal sacrilegio o dal parricidio. La misericordia deve pertanto essere unita alla verità e a un giudizio proporzionato. Respinge la tortura per scoprire i caporioni, distingue i gradi di colpa e invita Nettario a passare dall'argomentazione stoica alla misericordia cristiana volta alla correzione spirituale.
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