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In the Name of Jesus Christ: A Few Historical Perspectives on the Functioning of Authority in Biblical Interpretation

Journal Article

In the Name of Jesus Christ: A Few Historical Perspectives on the Functioning of Authority in Biblical Interpretation

  • 13
  • Timothy Bellamah, O. P.
  • St. Paul Center for Biblical Theology
  • Steubenville, OH
  • 2015 d.C.

Timothy Bellamah esamina come l’autorità della Chiesa medi l’interpretazione biblica, assumendo come punto di partenza la lettura di Tommaso d’Aquino proposta da Matthew Levering. L’argomentazione chiarisce anzitutto il significato storico di auctoritas, che non può essere semplicemente equiparato alle concezioni moderne dell’autorità, al potere giuridico (potestas) o al comando (imperium). Nell’uso cristiano, il termine indica un dono divino legato all’autorialità, alla rivelazione e alla partecipazione alla verità di Dio. Gli studiosi biblici medievali collocano l’autorità della Scrittura in Dio come autore principale e negli scrittori umani come autori secondari, distinguendone la certezza dalla dimostrazione razionale. Non considerano tuttavia irreformabile ogni opinione patristica: attraverso la concordia auctoritatum e le distinzioni dialettiche, figure come Guglielmo di Alton e Tommaso d’Aquino conciliano o respingono interpretazioni contrastanti, soprattutto su dettagli storici come l’identità delle donne che unsero Gesù. La ricerca fedele rimane possibile perché i singoli santi possono errare su questioni non definitive, mentre l’insegnamento consolidato della Chiesa, espresso in ultima analisi attraverso il Papa, ha valore decisivo. Il Magistero della Chiesa è quindi al servizio della Parola che interpreta autenticamente, non ne è il padrone, e agisce nel nome di Gesù Cristo.

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