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Worship, the Bond Between Time/Space and Eternity: A Reflection on the Essays of Kenneth Schmitz and Matthew Lamb

Journal Article

Worship, the Bond Between Time/Space and Eternity: A Reflection on the Essays of Kenneth Schmitz and Matthew Lamb

  • 4
  • Lawrence Frizzell
  • St. Paul Center for Biblical Theology
  • Steubenville, OH
  • 2006 d.C.

Lawrence E. Frizzell collega una teologia solida alla riflessione razionale, alla meditazione orante della Scrittura e al confronto con studiosi ebrei radicati nelle proprie tradizioni. Il culto autentico richiede di affrontare l’idolatria, cioè la preferenza accordata ai beni, al piacere o al potere rispetto a Dio, e di coltivare povertà, temperanza, obbedienza, fede, speranza e carità. Queste virtù orientano le vocazioni personali al servizio, alla comunione e alla cura del prossimo e del creato. La storia biblica procede verso una meta ultima, mentre il culto terreno riflette un modello celeste. Il pellegrinaggio al Tempio, lo spazio sacro, il sabato, le feste d’Israele e la memoria rituale introducono i credenti alla presenza di Dio, rinnovano l’obbedienza all’alleanza, anticipano il riposo eterno e permettono alle generazioni successive di partecipare agli atti salvifici del passato. La dignità umana si fonda sulla creazione a immagine di Dio e su un destino oltre la morte. L’Ultima Cena fonda il culto cristiano sulla memoria eucaristica della morte e risurrezione di Cristo, unendo la Chiesa alla corte celeste e preparandola al banchetto nuziale dell’Agnello. I segni sacramentali uniscono i credenti al Tempio celeste lungo la storia, ma trovano il loro compimento quando Dio sarà tutto in tutti nella Gerusalemme nuova.

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