On the Predestination of the Saints
- Agostino d'Ippona
- Christian Literature Publishing Co.
- Buffalo, NY
Agostino scrive a Prospero e Ilario contro la tesi secondo cui l’inizio della fede deriverebbe dall’iniziativa umana. Sostiene che la predestinazione preceda la santità e prepari ogni dono di salvezza: la fede, la sua crescita e la perseveranza finale. Dio non elegge le persone perché ne prevede i meriti; è invece la grazia efficace a suscitare la fede, mentre i diversi destini dei bambini e la predestinazione di Cristo come Figlio mostrano il carattere gratuito dell’elezione. Le ragioni per cui la misericordia è concessa ad alcuni e negata ad altri rimangono imperscrutabili, e nessuno deve essere giudicato in base a ipotetici peccati o meriti futuri. Il secondo libro interpreta il Padre nostro come una dottrina della grazia: «Sia fatta la tua volontà» chiede la conversione e la santità, il «pane quotidiano» la continuità dell’unione con Cristo, mentre le domande di perdono e di liberazione dal male negano che qualcuno sia senza peccato in questa vita. La perseveranza finale, concessa soltanto al termine della vita e particolarmente evidente nel martirio, non può essere perduta una volta ricevuta, anche se i cristiani devono pregare per ottenerla. Agostino sostiene che la predestinazione non abolisca la predicazione, l’esortazione, la correzione, la preghiera o la responsabilità morale: l’impegno umano è il mezzo attraverso cui Dio opera. I pastori devono predicare questa dottrina con prudenza, esortando i peccatori alla disciplina anziché all’attesa passiva, senza dichiarare nessuno riprovato. Le preghiere della Chiesa per i non credenti e per la perseveranza dei credenti attestano che la conversione, una vita fedele e la perseveranza sono doni divini. Agostino conclude attribuendo ogni gloria a Dio e presentando la predestinazione di Cristo come modello supremo della gratuità della grazia.
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